Come visitare Stampace a piedi
Stampace è uno dei quartieri di Cagliari che si presta meglio a essere scoperto camminando. Non perché sia completamente pianeggiante – qualche salita c’è – ma perché quasi tutti i luoghi più interessanti si dispongono lungo un percorso abbastanza naturale: da piazza Yenne si entra in via Azuni, si attraversa il cuore legato a Sant’Efisio e poi si risale verso viale Sant’Ignazio, dove la città medievale lascia spazio alla Cagliari romana e all’Orto Botanico.
Per visitare Stampace a piedi non serve quindi saltare continuamente da una parte all’altra del quartiere. Con una buona mezza giornata si può costruire un itinerario che mette insieme chiese, archeologia, spazi sotterranei e strade vissute senza trasformare la passeggiata in una corsa.
Il percorso ufficiale di Cagliari Turismo comprende proprio Sant’Anna, Sant’Efisio, Santa Restituta, San Michele, Villa di Tigellio, Orto Botanico e Anfiteatro romano.
Da piazza Yenne a via Azuni: l’ingresso più semplice a Stampace
Per una prima visita partirei da piazza Yenne .
È un punto comodo perché si trova praticamente tra Stampace, Marina e gli accessi verso Castello. Da qui basta imboccare via Azuni e il cambio di quartiere si percepisce quasi subito.
Dopo pochi minuti compare la grande scalinata della chiesa di Sant’Anna , uno degli edifici più riconoscibili di Stampace. La chiesa barocca occupa il luogo in cui sorgeva precedentemente un piccolo edificio di epoca pisana; la costruzione della nuova struttura richiese circa 33 anni e subì poi gravi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Se la trovate aperta, vale la pena entrare. Gli orari attualmente pubblicati indicano apertura dal martedì alla domenica dalle 7:30 alle 10:30 e dalle 17 alle 20, con chiusura il lunedì.
Non farei però dipendere l’intero itinerario dagli orari delle chiese. Anche la scalinata e la facciata bastano per iniziare a leggere il quartiere.
Via Sant’Efisio: qui si entra davvero nell’identità di Stampace
Da Sant’Anna si prende una delle strade più importanti del quartiere: via Sant’Efisio .
La chiesa dedicata al santo è piccola rispetto ad altri edifici religiosi cittadini, ma il suo peso nella storia di Cagliari è enorme. Sorge sopra una cavità che la tradizione identifica come il carcere in cui Efisio sarebbe stato rinchiuso prima del martirio a Nora. La grotta scende per circa nove metri nella roccia calcarea.
È da questa zona che ogni primo maggio prende avvio il pellegrinaggio di Sant’Efisio.
In un normale giorno dell’anno via Sant’Efisio ha tutt’altro aspetto: stretta, residenziale, molto più tranquilla di piazza Yenne. Ed è forse proprio fuori dai giorni della festa che si riesce a capire meglio quanto il culto del santo sia intrecciato alla vita del quartiere.
Santa Restituta: una deviazione sotto terra
Praticamente accanto si trova la Cripta di Santa Restituta , in via Sant’Efisio 14.
Qui la passeggiata cambia completamente livello, in senso letterale. La cripta fa parte del sistema di cavità e ambienti sotterranei di Cagliari ed è uno dei siti che permettono di vedere quanto la città sia stratificata sotto le strade moderne.
Attualmente è aperta tutti i giorni: fino al 30 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; dal 1° ottobre al 27 aprile dalle 10 alle 17. Il biglietto intero costa 3 euro. Esiste anche un biglietto cumulativo da 8 euro, valido una settimana, che comprende diversi beni culturali cittadini tra cui Anfiteatro romano e Santa Restituta.
Se si vuole visitare Stampace con calma, questa è una delle tappe a cui dedicherei tempo invece di limitarmi a fotografare le chiese dall’esterno.
San Michele: pochi minuti e cambia di nuovo tutto
Da via Sant’Efisio si raggiunge facilmente via Ospedale , dove si trova la chiesa di San Michele.
Qui l’interno è la parte che conta.
Costruita alla fine del Seicento per i Gesuiti, San Michele è considerata una delle testimonianze più importanti del Barocco cagliaritano. Ha una pianta ottagonale irregolare e un apparato decorativo molto ricco, tra marmi policromi, stucchi, affreschi e sculture.
Gli orari attualmente indicati sono 9:30-12 tutti i giorni, con apertura serale dalle 18 alle 20:30 dal lunedì al venerdì e dalle 19 alle 21 nel weekend.
È una visita che richiede anche soltanto un quarto d’ora, ma saltarla per correre verso l’Anfiteatro sarebbe un peccato.
Da San Michele verso viale Sant’Ignazio
Dopo San Michele, il percorso cambia carattere.
Si lascia progressivamente la parte più compatta del vecchio quartiere e ci si dirige verso viale Sant’Ignazio da Laconi , dove in pochi minuti si concentrano alcuni dei siti archeologici e naturalistici più importanti della zona.
Qui farei una scelta in base al tempo disponibile.
Se avete soltanto due ore, continuerei verso l’Orto Botanico e guarderei l’Anfiteatro. Con mezza giornata, invece, entrerei almeno in uno dei due.
Orto Botanico: la pausa migliore a metà percorso
L’ Orto Botanico dell’Università di Cagliari si trova al civico 11 di viale Sant’Ignazio.
È una tappa particolarmente piacevole perché interrompe completamente il ritmo urbano. All’interno ci sono collezioni botaniche, specie mediterranee e tropicali e anche testimonianze archeologiche che ricordano come l’area fosse frequentata già nella Cagliari antica.
A settembre l’Orto è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18 ; il lunedì è chiuso per manutenzione. Il biglietto intero costa attualmente 6 euro. Da giugno ad agosto l’orario viene esteso fino alle 20, mentre in inverno la chiusura viene anticipata.
In estate lo inserirei volentieri nelle ore più calde: dopo aver camminato tra via Azuni e Sant’Ignazio, un tratto all’ombra è decisamente benvenuto.
Villa di Tigellio: controllare prima di inserirla nel percorso
Proprio nella stessa zona si trova la cosiddetta Villa di Tigellio .
Il nome è un po’ ingannevole, perché il sito non corrisponde a una singola villa appartenuta con certezza al poeta Tigellio: gli scavi hanno rivelato diverse domus e un edificio termale.
Al momento, però, la scheda ufficiale di Cagliari Turismo segnala il sito come temporaneamente chiuso .
Vale quindi la pena sapere che esiste e passare nella zona, ma non costruirei l’itinerario contando sulla visita interna finché non verrà comunicata la riapertura.
L’Anfiteatro romano come ultima tappa
Continuando a salire lungo viale Sant’Ignazio si arriva all’ Anfiteatro romano .
È una conclusione naturale per il percorso perché qui Stampace mostra la sua stratificazione più antica. Il monumento venne realizzato sfruttando una valletta naturale e scavando direttamente nella roccia una parte consistente delle strutture.
Attualmente è possibile percorrere un itinerario che permette di osservare il monumento da vicino, ma arena e ambienti sotterranei non sono aperti alla visita . Fino al 30 settembre l’orario ordinario è 10-13 e 15-19; dal 1° ottobre al 27 aprile l’apertura passa alle 10-17. Il biglietto intero costa 3 euro.
Arrivati fin qui si può poi proseguire verso Buoncammino e Castello, oppure tornare verso la parte bassa di Stampace.
Quanto tempo serve per visitare Stampace a piedi?
Dipende soprattutto da quanti ingressi si vogliono fare.
Per una passeggiata esterna tra piazza Yenne, Sant’Anna, Sant’Efisio, San Michele e viale Sant’Ignazio possono bastare circa due ore con un ritmo tranquillo.
Se si aggiungono Santa Restituta, Orto Botanico e Anfiteatro, organizzerei invece mezza giornata .
Un’altra possibilità è dividere Stampace in due momenti: centro storico e chiese al mattino, parte archeologica nel pomeriggio. È una soluzione particolarmente sensata d’estate, quando affrontare tutto il percorso nelle ore centrali può diventare poco piacevole.
Dove fermarsi durante la passeggiata
Per una pausa non serve programmare molto.
Piazza Yenne e soprattutto corso Vittorio Emanuele II hanno bar, ristoranti e locali praticamente a pochi minuti dalla parte storica del quartiere. Il Corso funziona bene anche come tappa finale: dopo aver visitato Anfiteatro e Orto Botanico si può ridiscendere e fermarsi qui per pranzo, aperitivo o cena.
È uno dei vantaggi di Stampace. Non bisogna scegliere tra “quartiere monumentale” e quartiere vissuto: le due cose si sovrappongono continuamente.
Domande frequenti
Da dove conviene iniziare per visitare Stampace a piedi?
Piazza Yenne è il punto di partenza più semplice. Da qui si raggiungono rapidamente via Azuni, Sant’Anna e il cuore storico del quartiere.
Quanto tempo serve per vedere Stampace?
Per una passeggiata senza visite interne si possono prevedere circa due ore. Con Cripta di Santa Restituta, Orto Botanico e Anfiteatro è meglio dedicare mezza giornata.
Stampace è in salita?
La parte tra piazza Yenne, Sant’Anna e Sant’Efisio è abbastanza semplice da percorrere. Il dislivello aumenta andando verso viale Sant’Ignazio, Anfiteatro e Buoncammino, ma non si tratta di un percorso escursionistico.
La Villa di Tigellio è aperta?
Al momento la scheda ufficiale di Cagliari Turismo la indica come temporaneamente chiusa.
Si può continuare da Stampace verso Castello?
Sì. Dalla parte alta del quartiere si può raggiungere viale Buoncammino e da lì entrare a Castello attraverso Porta Cristina; dalla parte bassa, invece, piazza Yenne permette di salire verso Santa Chiara.










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