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Il muro tra Mente e Spirito
Benvenuti su PiergiorgioCarlini.it, lo spazio dove l’indagine non si ferma alle apparenze.
Viviamo in un’epoca ancora dominata dal metodo scientifico, uno strumento straordinario che ha permesso all’umanità di superare malattie, raggiungere le stelle e comprendere le leggi fondamentali dell’universo.
Questa ossessione per il misurabile, il visibile e il toccabile ha eretto un muro invisibile. Un muro che separa ciò che è ritenuto “reale” da ciò che viene etichettato, con tono di sufficienza, come “non scientifico” o, peggio ancora, “pseudoscienza”.
Al centro di questa battaglia culturale si pone un’organizzazione come il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze). Nata con l’intento lodevole di promuovere l’indagine critica e il pensiero razionale, questa associazione si focalizza sul smascherare fenomeni ritenuti non provati, come la parapsicologia, l’astrologia, la numerologia e altre, incasellandoli nel rigido schema delle “credenze infondate”.
Ma cosa succede quando questo rigore, questa necessità di misurare tutto, ci fa perdere di vista l’essenza stessa dell’esperienza umana?
Se l’unica verità è ciò che si può pesare o toccare, cosa ne è di quelle “materie” che definiscono la nostra esistenza interiore: l’amore, la gioia, la sofferenza, la fede, o quella profonda percezione di significato che chiamiamo spiritualità?
Questo articolo non vuole negare il valore della scienza, ma vuole sfidare la sua pretesa di essere l’unica bussola per la realtà.
Intendiamo esplorare le radici storiche di questa dicotomia tra “concreto” e “spirituale“, riscoprendo figure chiave come Platone e Pitagora, e domandandoci: in questo universo di certezze misurate, c’è ancora spazio per l’ineffabile? E la psicologia, che si occupa della mente e delle emozioni, come si inserisce in questo schema?
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L'ombra del misurabile: quando la scienza dimentica l'Anima - Piergiorgio Carlini
Questa ossessione per il misurabile, il visibile e il toccabile ha eretto un muro invisibile. Un muro che separa ciò che è ritenuto "reale"
