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Senecio sudafricano, la pianta invasiva che preoccupa l'apicoltura in Sardegna
Tra le specie vegetali invasive monitorate anche in Sardegna c’è il Senecio inaequidens, conosciuto come senecio sudafricano. Originaria dell’Africa australe, questa pianta si sta diffondendo in diverse aree del territorio italiano e rappresenta una criticità non solo per la biodiversità, ma anche per il settore dell’apicoltura.
La sua capacità di adattarsi facilmente a diversi ambienti e la lunga fioritura, che si prolunga fino all’autunno, le consentono di colonizzare rapidamente bordi stradali, terreni incolti e pascoli. Questa espansione può mettere in difficoltà la flora spontanea, riducendo lo spazio disponibile per le specie autoctone.
Uno degli aspetti che desta maggiore attenzione riguarda però la produzione di alcaloidi pirrolizidinici, sostanze naturali che la pianta utilizza come sistema di difesa. Secondo studi scientifici e monitoraggi condotti negli ultimi anni, questi composti possono essere raccolti indirettamente dalle api durante la ricerca di nettare e polline, soprattutto nei periodi in cui le altre fioriture sono meno abbondanti.
In queste circostanze, tracce degli alcaloidi potrebbero finire nel miele. La comunità scientifica considera questo un potenziale rischio per la sicurezza alimentare, poiché tali sostanze sono note per i loro effetti tossici sul fegato, con una particolare attenzione rivolta ai consumatori più vulnerabili, come i bambini.
Per questo motivo, la presenza del senecio sudafricano viene seguita con attenzione da enti e ricercatori che si occupano di specie aliene invasive. Anche chi opera nel settore agricolo e apistico è invitato a prestare attenzione alla sua diffusione, soprattutto nelle aree vicine agli apiari.
Riconoscere questa pianta non è particolarmente difficile. Si presenta come un cespuglio molto ramificato con piccoli fiori gialli simili a margherite, mentre le foglie sono strette, allungate e prive delle profonde incisioni tipiche di altre specie di senecio. Quando viene individuata, le indicazioni degli esperti suggeriscono di rimuoverla prima della formazione dei semi, così da limitarne la propagazione.
La tutela della biodiversità passa anche dal controllo delle specie invasive. Nel caso del Senecio inaequidens, intervenire tempestivamente significa contribuire a preservare gli ecosistemi locali e sostenere una filiera, come quella del miele sardo, che rappresenta una risorsa importante per il territorio.
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cagliaritoday.it
Allarme biodiversità e apicoltura: il pericolo del senecio, la pianta aliena che minaccia il miele
Presenza monitorata anche in Sardegna per la specie esotica invasiva. Gli alcaloidi tossici della pianta possono contaminare il miele attraverso il polline e la volata estivo-autunnale
