I quattro quartieri storici di Cagliari: storia e caratteristiche

I quartieri di Cagliari

A Cagliari basta cambiare strada per avere la sensazione di essere finiti in un’altra città. A Castello ci sono mura, torri e palazzi nobiliari; scendendo verso la Marina il paesaggio si stringe tra vicoli e locali; Stampace conserva un legame fortissimo con Sant’Efisio; Villanova ha un carattere più raccolto, fatto di case basse, chiese e strade dove balconi e piante finiscono quasi per entrare nella passeggiata.

Sono i quattro quartieri storici di Cagliari : Castello, Marina, Stampace e Villanova. Sono vicinissimi tra loro, ma sono nati con funzioni e identità diverse. Capirle aiuta anche a leggere meglio il centro cittadino, soprattutto quando lo si visita a piedi.

Castello: il quartiere del potere

Castello si riconosce prima ancora di entrarci. È lassù, sul colle calcareo che domina il centro, circondato ancora in parte dalle antiche fortificazioni.

Il quartiere prese forma nel XIII secolo con i Pisani , che fortificarono la collina con mura e torri e vi trasferirono le principali sedi del potere civile, militare e religioso. Nei secoli successivi continuò a mantenere questa funzione sotto Aragonesi, Spagnoli e Piemontesi. Non è un caso che proprio qui si trovino il Palazzo Regio, la Cattedrale, l’antico Palazzo di Città e il Palazzo dell’Università.

Per molto tempo Castello si è identificato talmente tanto con la città da lasciare una traccia perfino nel suo nome sardo: Casteddu .

Cosa distingue Castello

È il più monumentale dei quattro quartieri, ma anche quello in cui la conformazione medievale si avverte di più. Vie strette, scalette, sottopassaggi e improvvisi affacci sulla città si alternano ai grandi edifici istituzionali.

Le due torri pisane più celebri sono quella di San Pancrazio e la Torre dell’Elefante , completata nel 1307 e nata per proteggere il lato sud-occidentale della fortificazione.

Poi ci sono piazza Palazzo, via Santa Croce, il Bastione di Saint Remy e piazza Indipendenza. Ma il consiglio, qui, è non seguire soltanto una lista di monumenti. Parte del fascino di Castello sta proprio nel girare senza fretta, infilarsi nelle strade laterali e fermarsi quando compare uno scorcio sul porto o sui tetti della città.

E sì: si sale. Soprattutto d’estate, meglio ricordarselo prima di partire a mezzogiorno.

Marina: il quartiere nato guardando il porto

Sotto Castello, verso il mare, cambia tutto.

La Marina è delimitata grossomodo dalle mura di Castello a nord, via Roma a sud, viale Regina Margherita a est e largo Carlo Felice a ovest. Le sue origini risalgono all’età pisana, quando nell’area si concentravano magazzini e abitazioni legate alle attività portuali. Il suo antico nome era Lapola e un tempo anche questo quartiere era protetto da mura e bastioni, poi demoliti nella seconda metà dell’Ottocento.

È forse il quartiere in cui il rapporto con il porto si capisce più facilmente. Basta arrivare in via Roma e guardare verso il mare.

Dalla città dei commerci al quartiere più vissuto la sera

La Marina ha sempre avuto un’anima legata agli scambi. Pescatori, lavoratori del porto e commercianti ne hanno segnato la storia; oggi questa vocazione si percepisce in maniera diversa, tra ristoranti, piccoli negozi, attività gestite da comunità provenienti da varie parti del mondo e un continuo passaggio di residenti e visitatori. Anche l’itinerario ufficiale del Comune ne sottolinea il carattere storicamente legato a pescatori e commercianti.

Le strade più conosciute sono via Sardegna, via Napoli e le vie che salgono verso piazza Yenne e Castello, ma sarebbe un peccato fermarsi solo alla parte dei ristoranti.

Sotto la chiesa di Sant’Eulalia , per esempio, si trova un’area archeologica che permette di leggere diversi momenti della storia della città. Nello stesso quartiere si incontrano anche San Sepolcro, Sant’Agostino e Sant’Antonio Abate.

La Marina è probabilmente il quartiere più facile da attraversare senza avere un itinerario preciso. Si entra da una parte e, tra un vicolo e l’altro, si finisce quasi inevitabilmente altrove.

Stampace: artigiani, archeologia e Sant’Efisio

A ovest di Castello c’è Stampace , forse il quartiere che più di tutti lega vita cittadina, devozione e memoria popolare.

Secondo la ricostruzione del Comune di Cagliari, il quartiere nacque nel XIII secolo e accolse anche i profughi provenienti da Santa Igia , l’antica capitale giudicale distrutta durante l’espansione pisana. Nei secoli Stampace fu caratterizzato dalla presenza di numerose botteghe di artigiani e artisti.

Oggi chi arriva da piazza Yenne e imbocca via Azuni entra in uno dei pezzi di centro storico più vissuti dai cagliaritani.

Il quartiere di Sant’Efisio

È difficile parlare di Stampace senza arrivare, prima o poi, a Sant’Efisio .

La piccola chiesa dedicata al santo sorge in via Sant’Efisio, sopra una cavità che la tradizione identifica come il luogo della sua prigionia. È proprio da qui che ogni 1° maggio parte la processione che accompagna il simulacro verso Nora.

Per alcuni giorni Stampace cambia completamente faccia. La Festa di Sant’Efisio coinvolge l’intera città, ma qui il rapporto con il santo è particolarmente evidente e non si esaurisce nella grande processione di maggio.

Poco distante ci sono la monumentale chiesa di Sant’Anna , San Michele e Santa Restituta. Salendo verso viale Sant’Ignazio si incontrano poi l’Orto Botanico, la cosiddetta Villa di Tigellio e l’Anfiteatro Romano: nel giro di poche strade si passa quindi dalla Cagliari barocca a quella romana.

Stampace è così: meno compatto da leggere rispetto a Castello, ma pieno di pezzi di città che appartengono a epoche molto diverse.

Villanova: il quartiere delle case basse e delle processioni

Dalla parte opposta di Castello, verso est, si sviluppa Villanova .

Storicamente era il quartiere dei contadini e degli ortolani arrivati dalle campagne del Campidano. Gli abitanti lavoravano i terreni e le vigne che si estendevano nelle zone circostanti e questa origine ha lasciato tracce anche nell’aspetto del quartiere, dove le abitazioni tradizionali hanno generalmente dimensioni e altezze più contenute rispetto ai grandi palazzi di Castello.

Oggi basta entrare nella parte più interna di Villanova, lasciandosi alle spalle via Garibaldi, per accorgersi del cambio di atmosfera.

San Giacomo, San Domenico e la Settimana Santa

Uno dei punti di riferimento è piazza San Giacomo , con la chiesa omonima. Poco distante si trova il complesso di San Domenico, mentre nelle vie più interne resistono quelle case basse che distinguono Villanova dagli altri quartieri storici.

La componente religiosa è molto forte. Durante la Settimana Santa , dal quartiere partono processioni organizzate dalle storiche arciconfraternite della Solitudine e del Santissimo Crocifisso.

Negli ultimi anni Villanova è diventata anche una delle zone del centro più piacevoli da percorrere lentamente. Via San Saturnino è conosciuta per gli interventi di street art, mentre molte strade interne sono caratterizzate da vasi, piante e piccoli ingressi direttamente sulla strada. Il Comune include proprio via San Saturnino, San Giacomo, San Domenico e l’EXMA tra le tappe suggerite per conoscere il quartiere.

È meno monumentale di Castello e meno animata della Marina. Ed è proprio questa la sua forza.

Quattro quartieri vicini, quattro modi diversi di raccontare Cagliari

Guardando una vecchia pianta della città si capisce immediatamente il rapporto tra i quattro quartieri: Castello in alto, Marina verso il porto, Stampace a ovest e Villanova a est . Le mura e i bastioni separavano fisicamente queste parti della città molto più di quanto accada oggi.

Ora si passa dall’una all’altra quasi senza rendersene conto.

Da Castello si può scendere alla Marina attraverso pochi minuti di cammino; dal Bastione ci si ritrova praticamente alle porte di Villanova; piazza Yenne mette in comunicazione la parte bassa di Stampace con Marina e Castello.

Per questo il modo migliore per conoscere i quartieri storici di Cagliari resta camminare. Non serve visitarli tutti nello stesso giorno. Anzi, separarli permette di accorgersi meglio delle differenze: i palazzi del potere di Castello, l’anima portuale della Marina, il rapporto tra Stampace e Sant’Efisio, le strade più raccolte di Villanova.

Sono quattro pezzi della stessa città, ma non raccontano affatto la stessa storia.

Domande frequenti

Quali sono i quattro quartieri storici di Cagliari?

Sono Castello, Marina, Stampace e Villanova . Castello occupa la parte alta del centro storico; Marina si sviluppa verso il porto, Stampace a ovest e Villanova a est.

Qual è il quartiere più antico di Cagliari?

La storia di Cagliari è molto precedente alla nascita degli attuali quartieri storici. Castello, nella forma urbana che ancora oggi lo caratterizza, venne fondato e fortificato dai Pisani nel XIII secolo e divenne il centro del potere cittadino.

Quale quartiere scegliere per una passeggiata?

Dipende da cosa si vuole vedere. Castello è il più monumentale e panoramico; Marina è adatta a una passeggiata tra vicoli, ristoranti e chiese; Stampace unisce archeologia e tradizioni religiose; Villanova è più tranquilla e conserva un’atmosfera da quartiere.

Si possono visitare tutti e quattro a piedi?

Sì. I quattro quartieri storici sono confinanti e possono essere raggiunti facilmente a piedi l’uno dall’altro. Per Castello bisogna però mettere in conto salite e scalinate.

 

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