Villanova: cosa vedere nel quartiere di Cagliari
Villanova si riconosce quasi senza bisogno di cartelli. Basta lasciare via Garibaldi e infilarsi verso via San Giovanni o via Piccioni: il traffico diminuisce, le case si abbassano, compaiono vasi davanti agli ingressi, piccoli balconi e strade in cui la dimensione residenziale è ancora molto evidente.
È uno dei quattro quartieri storici di Cagliari, ma ha un carattere diverso sia da Castello sia dalla Marina. Si sviluppò a est della città fortificata e fu abitato soprattutto da contadini e ortolani provenienti dalle campagne del Campidano , che lavoravano campi e vigne intorno all’abitato. Ancora oggi il Comune sottolinea come molte case di Villanova siano più semplici e meno sviluppate in altezza rispetto ai palazzi degli altri quartieri storici.
Per capire davvero cosa vedere a Villanova , quindi, non basta entrare nelle chiese. Bisogna camminare nelle sue strade
Piazza San Giacomo, il punto da cui partire
Per una prima visita comincerei da piazza San Giacomo .
È uno dei punti più riconoscibili di Villanova e permette di entrare subito nel cuore storico del quartiere senza seguire percorsi complicati.
La chiesa di San Giacomo fu probabilmente costruita intorno alla metà del Trecento ed è una delle testimonianze dell’architettura gotico-catalana presenti a Cagliari. L’aspetto esterno che vediamo oggi è però frutto di trasformazioni successive: la facciata, progettata da Gaetano Cima, presenta forme neoclassiche.
Attualmente la chiesa è aperta sia al mattino sia nel tardo pomeriggio, con orari più estesi la domenica. Prima di organizzare una visita apposta conviene comunque controllare la scheda aggiornata del Comune.
La piazza merita anche senza entrare. È uno di quei punti di Cagliari in cui ha senso sedersi qualche minuto e guardarsi intorno, invece di passare immediatamente alla tappa successiva.
Via Piccioni e le strade con le piante
Da piazza San Giacomo farei esattamente l’opposto di quello che si fa normalmente quando si segue un navigatore: sceglierei le strade più piccole.
Via Piccioni, via San Giovanni, via San Giacomo e i vicoli circostanti fanno parte della zona pedonale di Villanova. In queste strade il divieto di transito e sosta è in vigore 24 ore su 24, dettaglio che ha contribuito a mantenere una dimensione molto più tranquilla rispetto alle grandi vie commerciali che circondano il quartiere.
Le piante sui marciapiedi e davanti alle abitazioni non sono soltanto un dettaglio estetico. Sono diventate negli anni una delle immagini più associate a Villanova; lo stesso itinerario ufficiale di Cagliari Turismo richiama gli scorci fioriti e le vie abbellite dagli abitanti.
Via Piccioni, in particolare, è diventata famosa proprio per questa presenza verde. Nel 2025 la stampa locale ricordava Marcella Gilio, una residente conosciuta come la “giardiniera di Villanova”, tra le persone che avevano contribuito maggiormente alla tradizione dei balconi e delle strade fiorite del rione.
È probabilmente qui che Villanova mostra il suo lato più quotidiano.
San Domenico: la chiesa moderna nasconde quella antica
Pochi minuti portano in piazza San Domenico .
La chiesa che si vede oggi non è quella medievale. I Domenicani arrivarono a Cagliari nel 1254 e nel quartiere costruirono un complesso religioso successivamente trasformato secondo il gusto gotico-catalano. La vecchia chiesa fu però distrutta durante i bombardamenti del 1943. Quella attuale venne costruita tra il 1952 e il 1954 su progetto dell’architetto Raffaello Fagnoni.
La parte più interessante, però, è sotto.
La cripta di San Domenico
Nella chiesa inferiore si conservano i resti della struttura precedente ai bombardamenti.
La Cripta di San Domenico mantiene la pianta dell’antico edificio, con campate, cappelle laterali e parti delle decorazioni originarie. La cappella della Madonna del Rosario è uno degli ambienti sopravvissuti meglio alla distruzione del 1943. Oggi lo spazio viene utilizzato anche per concerti ed eventi culturali.
Se si riesce a visitarla, permette di capire molto meglio perché San Domenico sia una delle tappe più interessanti del quartiere.
Via San Giovanni e la Settimana Santa
Continuando a piedi si arriva alla chiesa di San Giovanni Battista , al civico 83 dell’omonima strada.
L’edificio probabilmente risale al Quattrocento, anche se l’attuale facciata neoromanica è del XX secolo. La sua importanza, però, riguarda soprattutto una delle tradizioni più forti di Villanova: qui ha sede l’Arciconfraternita della Vergine della Solitudine .
Villanova è infatti uno dei quartieri protagonisti della Settimana Santa cagliaritana . Le processioni organizzate dalle confraternite della Solitudine e del Santissimo Crocifisso attraversano ancora oggi le strade del rione e collegano San Giovanni, San Giacomo e altre chiese del centro storico.
Vedere Villanova durante quei giorni è completamente diverso dal visitarla in un normale pomeriggio.
Il resto dell’anno, però, proprio la tranquillità delle vie permette di osservare meglio il quartiere.
Via San Saturnino: la strada dei graffiti
Villanova non vive soltanto di edifici religiosi.
Sotto il Terrapieno passa via San Saturnino , una stretta strada pedonale trasformata dai writer cagliaritani in una galleria a cielo aperto. Le pareti sono state ricoperte negli anni da graffiti e opere di street art, creando un passaggio decisamente diverso dagli scorci più tradizionali attorno a San Giacomo.
La deviazione richiede poco tempo e funziona proprio per il contrasto.
Case basse e piante da una parte, pittura urbana dall’altra.
Per chi fotografa Cagliari è probabilmente una delle zone del quartiere in cui vale maggiormente la pena allontanarsi dall’itinerario più prevedibile.
EXMA: da mattatoio a centro culturale
Continuando verso via San Lucifero si arriva all’EXMA .
L’edificio nacque come mattatoio comunale, quando questa parte di Cagliari si trovava ancora ai margini della città e circondata da campi. Rimase in attività fino al 1964; dopo altri utilizzi venne recuperato e nel 1993 aprì come centro culturale.
Oggi ospita mostre, eventi e attività culturali. Gli spazi comprendono gli edifici dell’antico complesso e un grande cortile interno.
L’EXMA è aperto dal martedì alla domenica, attualmente nelle fasce 9-13 e 16-20; il costo dell’ingresso dipende dalla mostra in corso.
Qui conviene controllare prima il programma. Se l’esposizione interessa, può diventare una delle tappe principali; altrimenti basta passare all’esterno e continuare verso San Saturnino.
Basilica di San Saturnino, la Villanova più antica
L’itinerario ufficiale del Comune include anche la Basilica di San Saturnino , in piazza San Cosimo.
Ed è una tappa che cambia completamente scala temporale.
Il complesso paleocristiano risale al V secolo e comprende la chiesa e l’area della necropoli. Nacque come martyrium dedicato a Saturnino, martire cagliaritano, e nel corso dei secoli subì danneggiamenti, trasformazioni e restauri. Nel 1669 parte dell’edificio fu addirittura smantellata per recuperare materiale destinato ai lavori della Cattedrale.
Oggi l’ingresso è gratuito. La basilica è normalmente aperta dal martedì al sabato; gli orari possono subire modifiche stagionali, quindi è meglio verificarli prima della visita.
Per chi ama l’archeologia e la storia antica è una delle tappe da non sacrificare.
Via Garibaldi e via Sulis: il lato più contemporaneo
Tornando verso il centro, Villanova cambia nuovamente faccia.
Via Garibaldi è una delle principali strade dello shopping di Cagliari, mentre via Sulis e le vie vicine hanno una presenza crescente di boutique, piccole attività e locali.
Il contrasto con le stradine interne è netto: bastano pochi metri per passare dalla città commerciale alle case basse di via San Giovanni.
Proprio per questo suggerirei di non visitare Villanova limitandosi a via Garibaldi. È il suo bordo più conosciuto, non la parte che ne racconta meglio l’identità.
Come visitare Villanova a piedi
Per un primo giro partirei da piazza San Giacomo , attraverserei via Piccioni e via San Giovanni e poi raggiungerei San Domenico.
Da lì continuerei verso via San Saturnino e l’EXMA. Con più tempo, aggiungerei San Lucifero e soprattutto la Basilica di San Saturnino.
È un itinerario che si presta bene a una passeggiata di due o tre ore , diventando più lungo se si entra nelle chiese, nella cripta o in una mostra all’EXMA.
E non c’è bisogno di programmare ogni metro.
Anzi, a Villanova una delle cose più piacevoli è proprio lasciare ogni tanto il percorso principale e vedere dove porta il vicolo successivo.
Domande frequenti
Cosa vedere nel quartiere Villanova a Cagliari?
Le tappe più interessanti sono piazza e chiesa di San Giacomo, San Domenico con la cripta, via San Giovanni, la galleria di street art di via San Saturnino, l’EXMA e la Basilica di San Saturnino. Sono tutte incluse o collegate all’itinerario ufficiale dedicato al quartiere.
Perché Villanova è piena di piante?
Il quartiere era storicamente abitato da contadini e ortolani provenienti dal Campidano. Oggi le vie fiorite e le piante sistemate davanti alle case sono diventate uno degli elementi più riconoscibili del rione.
Villanova è pedonale?
Diverse vie del nucleo storico lo sono, tra cui via Piccioni, via San Giacomo, piazza San Giacomo, via San Giovanni e i suoi vicoli.
Quanto tempo serve per visitare Villanova?
Per una passeggiata nel nucleo storico possono bastare circa due ore. Inserendo San Domenico, EXMA e Basilica di San Saturnino è meglio prevedere mezza giornata.
Villanova è vicina a Castello?
Sì. Villanova si sviluppa a est di Castello e da piazza Costituzione e dal Terrapieno si può passare facilmente da un quartiere all’altro a piedi.










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