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Le 7 Aree Marine Protette della Sardegna: dove si trovano e come visitarle
La Sardegna custodisce uno dei patrimoni naturalistici più importanti del Mediterraneo. Con quasi 1.900 chilometri di costa, l’Isola ospita sette Aree Marine Protette, territori istituiti per salvaguardare gli ecosistemi marini, preservare la biodiversità e promuovere un turismo sempre più sostenibile.
Queste aree si estendono lungo gran parte del litorale sardo e presentano caratteristiche molto diverse tra loro. Nel nord-ovest si trova l’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana, nel territorio di Alghero, nota per le falesie calcaree, le grotte sommerse e la presenza del corallo rosso. Poco più a nord si incontra l’Area Marina Protetta dell’Isola dell’Asinara, dove i fondali conservano vaste praterie di Posidonia oceanica, fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema marino.
Spostandosi sulla costa nord-orientale si raggiunge l’Area Marina Protetta di Capo Testa – Punta Falcone, nel territorio di Santa Teresa Gallura, caratterizzata dalle forti correnti delle Bocche di Bonifacio. Sempre nel nord-est si trova l’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, conosciuta per la ricchezza dei fondali e per la presenza di numerose specie marine.
Nel sud-est della Sardegna, l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, a Villasimius, tutela un tratto di mare particolarmente apprezzato per le acque limpide, le praterie di Posidonia e la varietà della fauna marina. Sulla costa occidentale si estende invece l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, un’area che unisce ambienti costieri, fondali ricchi di biodiversità e siti di interesse naturalistico e archeologico.
A completare questa rete di tutela ambientale c’è il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, che, pur avendo uno status diverso rispetto alle Aree Marine Protette, svolge un ruolo fondamentale nella conservazione degli ecosistemi marini tra la Sardegna e la Corsica.
Uno degli elementi più importanti presenti in queste aree è la posidonia oceanica, una pianta marina endemica del mediterraneo spesso confusa con un’alga. Le sue praterie producono ossigeno, offrono rifugio e zone di riproduzione a numerose specie marine e contribuiscono ad assorbire e immagazzinare grandi quantità di anidride carbonica, svolgendo una funzione importante anche nella lotta ai cambiamenti climatici.
Le aree marine protette possono essere visitate durante tutto l’anno, anche se il periodo compreso tra la primavera e l’inizio dell’autunno è quello in cui sono disponibili la maggior parte dei servizi turistici. Escursioni in barca, snorkeling e immersioni rappresentano le attività più richieste, ma in molte zone è possibile anche percorrere sentieri panoramici, visitare spiagge e osservare la fauna locale.
Prima di organizzare una visita è importante ricordare che ogni area è regolata da norme specifiche. In alcune zone l’accesso con imbarcazioni private è limitato o subordinato ad autorizzazioni, mentre l’ancoraggio è vietato nei tratti occupati dalle praterie di Posidonia, per evitare danni a un habitat particolarmente delicato. In diversi casi è necessario utilizzare i campi boa predisposti dagli enti gestori o prenotare in anticipo le escursioni autorizzate.
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https://www.cagliaritoday.it/attualita/sette-aree-marine-protette-sardegna-quali-sono.html
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Le sette Aree marine protette in Sardegna: quali sono, dove si trovano e come visitarle
Con quasi duemila chilometri di costa l'Isola ospita una delle reti di riserve naturalistiche più estese del bacino del Mediterraneo. Dalle praterie di Posidonia al fenomeno dello spillover, ecco come funzionano i santuari ecologici tutelati del territorio
