Quartiere Castello: cosa vedere a Cagliari

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A Castello si sale. Sembra un dettaglio banale, ma è anche il modo più semplice per capire questo pezzo di Cagliari: mentre il porto e la Marina restano sotto, le strade si stringono, compaiono le mura e il rumore del centro cambia. Poi si arriva in alto e la città si apre di nuovo, questa volta vista dai bastioni.

Il quartiere Castello di Cagliari è quello delle torri pisane, della Cattedrale e degli antichi palazzi del potere, ma ridurlo a una successione di monumenti sarebbe un peccato. Una parte del suo fascino sta nelle vie strette, nei portoni, nelle scalette e negli affacci che compaiono quasi senza preavviso.

Fu fortificato dai Pisani nel XIII secolo e per secoli ospitò le principali sedi del potere politico, religioso e amministrativo della città. Ancora oggi Palazzo Regio, Cattedrale, Rettorato e altri edifici istituzionali ricordano bene quella funzione.

Bastione di Saint Remy: una delle porte di Castello

Per chi arriva dalla parte bassa del centro, il Bastione di Saint Remy è uno degli ingressi più scenografici al quartiere.

La grande scalinata parte da piazza Costituzione e conduce verso la terrazza Umberto I. L’aspetto attuale è relativamente recente rispetto alla storia di Castello: il complesso fu progettato alla fine dell’Ottocento sulle precedenti fortificazioni e inaugurato nel 1902.

La terrazza merita una sosta soprattutto per orientarsi. Da qui si vedono i tetti della città, il porto e buona parte dell’area urbana.

Sotto si trova la Passeggiata Coperta, utilizzata nel corso del Novecento per funzioni molto diverse, dai banchetti al ricovero durante la guerra, e oggi destinata anche a esposizioni. Dalla Passeggiata si accede inoltre alla Galleria dello Sperone, dove si possono osservare strutture legate alle fortificazioni cinquecentesche.

Da qui, invece di tornare subito verso via Manno, conviene continuare verso l’interno di Castello.

Torre dell’Elefante: cercate davvero l’elefante

Pochi minuti portano alla Torre dell’Elefante , uno dei monumenti medievali più riconoscibili di Cagliari.

Fu completata nel 1307 su progetto di Giovanni Capula e difendeva il versante sud-occidentale della cittadella pisana. Supera i trenta metri d’altezza e nei secoli è stata utilizzata anche come armeria, polveriera e carcere.

Il nome non è simbolico: sulla facciata c’è davvero un piccolo elefante scolpito in marmo.

È uno di quei dettagli che chi passa velocemente rischia di perdersi perché tende naturalmente a guardare la torre nel suo insieme.

La situazione delle aperture può cambiare in presenza di lavori e interventi di manutenzione: al momento la scheda ufficiale di Cagliari Turismo segnala la torre come temporaneamente chiusa al pubblico, quindi se l’obiettivo è visitare l’interno conviene controllare prima di partire.

Via Santa Croce e uno dei panorami più belli di Castello

Dalla Torre dell’Elefante prenderei via Santa Croce .

Qui il quartiere si fa particolarmente piacevole verso sera. Sul lato occidentale si trova il Bastione di Santa Croce, da cui lo sguardo scende su Stampace e arriva fino alla laguna e al porto.

Ma la zona nasconde anche una storia meno evidente.

Questa parte di Castello ospitava la giudaria , il quartiere ebraico cittadino, documentato almeno dal XIII secolo. Dopo il decreto di espulsione degli ebrei dai domini spagnoli del 1492, la sinagoga venne trasformata in una chiesa cristiana: da qui deriva l’attuale Basilica di Santa Croce.

Sapere cosa c’era qui cambia un po’ il modo di guardare la strada.

Oggi Santa Croce è conosciuta soprattutto per il panorama e per i locali con terrazza. Se il programma prevede un aperitivo, è probabilmente una delle zone migliori del quartiere in cui fermarsi.

Piazza Palazzo: qui si capisce perché Castello era il centro del potere

Da Santa Croce basta entrare nuovamente tra le vie del quartiere per raggiungere piazza Palazzo .

È uno dei punti in cui la storia di Castello diventa più evidente: in pochi metri si trovano la Cattedrale, Palazzo Regio, l’ex Palazzo di Città e il Palazzo Arcivescovile.

La Cattedrale di Santa Maria

La Cattedrale di Santa Maria nasce nel XIII secolo in forme romaniche, durante il periodo pisano, ma quello che vediamo oggi è il risultato di numerosi rifacimenti. La facciata attuale, per esempio, risale al 1933 ed è stata realizzata dopo la demolizione della precedente facciata barocca.

Vale quindi la pena entrare senza aspettarsi una chiesa rimasta immutata dal Medioevo. Proprio le trasformazioni raccontano le diverse fasi attraversate dalla città.

Palazzo Regio

Dall’altra parte della piazza si trova Palazzo Regio , o Palazzo Viceregio.

L’edificio risale al Trecento e dal 1337 divenne sede del viceré. Tra il 1799 e il 1815 ospitò anche la famiglia reale sabauda, trasferitasi in Sardegna durante l’occupazione napoleonica del Piemonte.

È uno degli edifici che rendono bene l’idea di quanto Castello fosse, per secoli, il luogo in cui si concentravano le principali istituzioni cittadine.

Piazza Indipendenza e la Torre di San Pancrazio

Proseguendo verso nord si arriva in piazza Indipendenza , dominata dalla Torre di San Pancrazio.

È più antica di pochi anni rispetto alla Torre dell’Elefante: fu completata nel 1305 , sempre su progetto di Giovanni Capula, per proteggere il versante settentrionale di Castello. In seguito perse la funzione militare originaria e dal XVI secolo venne utilizzata anche come carcere.

Attualmente la torre risulta temporaneamente chiusa per lavori di restauro, ma rimane perfettamente visibile dall’esterno.

Nella stessa zona si trova anche il Palazzo delle Seziate , altro edificio legato alla storia giudiziaria e carceraria dell’area. È uno di quei punti che passano facilmente inosservati se si percorre Castello pensando soltanto alle due torri.

Cittadella dei Musei: quando vale la pena dedicarle più tempo

Subito oltre piazza Indipendenza si arriva a piazza Arsenale e alla Cittadella dei Musei .

Qui bisogna decidere quanto tempo si ha.

Il complesso occupa l’area dell’antico Regio Arsenale e riunisce alcune delle principali collezioni museali della città: Museo Archeologico Nazionale, Pinacoteca Nazionale, Museo d’Arte Siamese Stefano Cardu e Collezione etnografica Luigi Cocco .

Il Museo Archeologico merita da solo una visita piuttosto lunga, soprattutto per chi vuole capire qualcosa in più della Sardegna nuragica, fenicia, punica e romana.

Per una passeggiata di due ore a Castello, quindi, eviterei di inserirlo quasi come una tappa veloce. Meglio tornare con più tempo.

Anche dalla zona della Cittadella ci sono punti panoramici interessanti, con una visuale molto ampia sulla città.

Le strade di Castello contano quanto i monumenti

Una volta viste le tappe principali, resta la parte più semplice: camminare.

Via Lamarmora, via dei Genovesi, via Canelles, via Santa Croce e le strade intorno a piazza Carlo Alberto permettono di vedere il quartiere senza un monumento preciso da raggiungere.

Qui compaiono palazzi che hanno conosciuto tempi decisamente migliori accanto a edifici restaurati, piccole chiese, portoni e passaggi stretti. È proprio questa alternanza a evitare l’effetto “centro storico da cartolina”.

Il sito turistico comunale descrive Castello attraverso le sue scalette, piazzette, antiche residenze nobiliari e improvvisi affacci panoramici. È probabilmente una delle descrizioni più fedeli del modo in cui il quartiere si presenta ancora oggi.

Un itinerario semplice per visitare Castello

Per una prima visita partirei dal Bastione di Saint Remy , raggiungerei la Torre dell’Elefante e poi farei una deviazione sul Bastione di Santa Croce. Da lì continuerei verso piazza Palazzo, Cattedrale e Palazzo Regio, quindi piazza Indipendenza, Torre di San Pancrazio e Cittadella dei Musei.

In questo modo si attraversa praticamente tutto il quartiere da sud a nord senza continuare a salire e scendere.

Poi si può tornare verso il centro passando nuovamente dal Bastione oppure scendere dal lato di Buoncammino verso Stampace.

D’estate eviterei le ore centrali. Castello è alto, ma questo non significa che sia fresco: tra pietra, salite e poco riparo in alcuni tratti, una passeggiata alle 14 di agosto può diventare più impegnativa del previsto.

La fascia del tardo pomeriggio è tutta un’altra storia.

Domande frequenti

Cosa vedere nel quartiere Castello a Cagliari?

Le tappe principali sono il Bastione di Saint Remy, Torre dell’Elefante, Bastione di Santa Croce, Cattedrale di Santa Maria, Palazzo Regio, Torre di San Pancrazio e Cittadella dei Musei.

Quanto tempo serve per visitare Castello?

Per una passeggiata tra strade, piazze e principali monumenti servono circa due o tre ore. Se si aggiungono Palazzo Regio, musei e visite agli interni è meglio dedicare almeno mezza giornata.

Castello si può visitare a piedi?

Sì, ed è il modo migliore per conoscerlo. Bisogna però mettere in conto diverse salite per raggiungere il quartiere dalla parte bassa di Cagliari.

Qual è il punto panoramico più bello di Castello?

Bastione di Saint Remy e Bastione di Santa Croce offrono due prospettive differenti. Santa Croce guarda soprattutto verso Stampace, la laguna e il settore occidentale della città.

Perché il quartiere si chiama Castello?

Il nome è legato alla cittadella fortificata costruita dai Pisani sul colle nel XIII secolo. L’importanza del quartiere fu tale che il nome sardo di Cagliari, Casteddu , richiama proprio il castello fortificato.

 

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